Tunisia Ottobre 2005, Mercoledì

19 ott
Sabbia e russi.
Tanta sabbia oggi, mi sveglio con lasabbia sabbia ovunque, in bocca, neglio occhi. E’ stato un dolce risveglio in quella tenda, dopo la serata passata davanti al caldo fuoco dell’amicizia, fra tabacco, alcool e the alla menta.
Tanta sabbia lungo la pista, grandi dune e distese piatte fino all’orizzonte giocavano a rimpiattino in un continuo avvicendarsi senza vinti o vincitori.
Sahara vero, Africa vera pur se non quella di gazzelle e leoni.
E qui, nel punto più a sud, una stretta striscia d’asfalto, rotto e ghiaioso, con la fida Capo che corre veloce, mai stanca. In questo, che è il suo ambiente naturale, ha guadagnato nuova linfa, una nuova voglia di correre fino a perdersi, sorniona ed invitante.
I russi.
Ce n’è un intero bus, donne e uomini, non così magri come anni di grigiore e dittatura farebbero credere. Probabilmente anche la dittatura è un male che passa in fretta e lascia crescere pance e cellulite. L’alcool gli scioglie la lingua e raccontano di cose pazze ai nostri occhi, di una vita passata buia e sottomessa.
 

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